martedì 28 dicembre 2010

terzo capitolo

secondo mistero

La sveglia era puntata sulle sette ma Luca era già sveglio da parecchi minuti.
Il sole stava sorgendo e una luce fioca filtrava tra le imposte, soffocata dalle tende dorate e da un banco di nubi basse e
La sveglia trillò. Luca fece per spegnerla, girandosi su se stesso, quando notò un tramestio dietro la porta di casa. Gettò un’occhiata a Peter che dormiva beato sul divano e poi di nuovo rivolse lo sguardo alla porta. Sul pavimento notò un busta bianca, di piccole dimensioni. Con un balzo scattò in piedi, lo fece tanto velocemente che dovette fermarsi per un leggero capogiro. Si precipitò verso la porta e prese la busta tra le mani. Era candida. Aprì la porta di scatto, gettandosi con i soli boxer nel corridoio condominiale. Deserto. Solo un leggero fischio proveniente da un qualche spiffero lontano, che lasciava entrare aria fredda. Rabbrividendo fece per ritornare verso il suo appartamento quando la porta di fronte alla sua si aprì e la testa bianca della signora Cerruti fece capolino.
“Salve!” La salutò Luca.
La vecchia signora rimase guardarlo impassibile, solo dopo qualche istante si rese conto di essere in mutande. “Mi perdoni” disse lui arrossendo “E’ che qualcuno trafficava dietro la porta di casa e sono uscito a vedere chi fosse”. Il viso impassibile della donna cambiò espressione quando, dall’appartamento uscì Peter, anch’egli in mutande “Che succede?” Chiese Peter grattandosi il mento. La anziana signora tirò indietro il viso e chiuse la porta con quanta più forza poté, quasi che il suo sdegno potesse misurarsi dall’escalation di decibel prodotti da una porta che sbatte contro lo stipite. Luca si voltò a guardare l’amico. “Oh Dio! Ma che fai? Potevi almeno metterti le braghe!”
“E tu allora? Ti sembra di essere vestito di tutto punto?”
“Io non ho avuto il tempo di vestirmi, ho dovuto agire in fretta, tu…ora penserà chissà cosa.”
“Chi?”
“la singora Cerruti.”
“E chi è la signora Cerruti?”
La mia dirimpettaia, la donna che ti appena visto in mutande uscire dal mio appartamento…”
“Ma perché stiamo qui a discutere di vecchie vicine e di mutande. Perché sei qui fuori?”
All’improvviso a Luca tornò in mente la busta che teneva tra le mani. La tirò su e la mostrò all’amico ed esclamò: “ per questa!”
“Cos’è?”
“Una busta”
“questo lo vedo, ma cosa contiene? E aprila! Mi fai venire l’ansia!”
Luca aprì la busta e tirò fuori una cartolina rettangolare.
“fa vedere!” Sbottò Peter, strappandola dalle mani dell’amico e lesse:
non uno solo .
“Non uno solo. E che vorrebbe dire?”
“Guarda sul retro!”
Peter guardò e vide lo schizzo artistico di quella che sembrava un’isola su sfondo bianco.
“lascia che guardi io!” Fece Luca riprendendosi la cartolina.
“E’ un’isola! E’ l’isola!”
I due si precipitarono dentro l’appartamento. S’infilarono i pantaloni e magliette stropicciate recuperandole dal pavimento. Per un istante si guardarono raccattare da terra i loro indumenti, “non hai tentato di baciarmi o peggio ieri sera vero?” disse Luca con un ghigno. “Sei impazzito. Lo sai che sono innamorato della tua vicina, non potrei neanche pensare di tradirla.”
Luca rimase in silenzio un istante poi riprese: “La tua innamorata passa metà delle sue giornate a controllare quel che succede sul pianerottolo, guardando dallo spioncino. Potrebbe aver visto chi ha lasciato la busta.”
“Credi che aprirà la porta dopo avermi visto in mutande?”
“Ho paura che abbia chiamato la polizia! Però un tentativo io lo farei.”
Qualche minuto dopo, vestiti e impettiti bussarono alla porta della signora Cerruti. Luca fece un passo avanti, lasciando in secondo piano l’amico alla vista della donna che li stava osservando dallo spioncino. Dopo essersi profuso in scuse profonde per circa dieci minuti, Luca, ottenne quel che voleva. La porta si aprì e in naso affilato di lei fece capolino come il muso di un topo che annusa l’aria prima si sgattaiolare fuori della tana.
“Luca!” Lo apostrofò “non avrei mai pensato di avere come vicino un personaggio tanto ambiguo e irriverente! Farti trovare in mutande davanti ad una povera donna, che potrebbe essere tua madre e con il tuo… fidanzato!”
“No, signora Cerruti, lui non è il mio fidanzato. E’ solo un amico venuto dall’America a trovarmi. Siamo stati svegliati da qualcuno che infilato una busta sotto la porta del mio appartamento. Ha fatto molto rumore, forse lo ha sentito anche lei.”
La donna rimase a fissarlo per qualche istante e il suo viso affilato e gli occhi piccoli e tondi non fecero che rafforzare nel ragazzo la convinzione che, davvero, assomigliasse a un topo. Strano, non ci aveva mai fatto caso.
“Non che passi la giornata a guardare fuori dallo spioncino” fece lei strappandolo alle sue considerazioni, “però, in effetti, c’è stato un rumore che mi ha spinto a guardar fuori. Ho visto un uomo chinarsi davanti alla tua porta”.
“Davvero?” Chiese lui fingendo grande stupore “e chi era?”
“Non l’ho visto in volto. Ma era molto alto e con spalle larghe. Indossava un impermeabile scuro…”
“Si, e aveva in mano la falce!” Ironizzò Peter dietro le spalle dell’amico.
“Sshht! Sta zitto!” Ringhiò Luca e poi rivolgendosi nuovamente alla signora Cerruti con un sorriso d’incoraggiamento: “vada avanti signora, ha visto altro?”
“Portava una specie di cappello floscio. Di quelli che si usano quando piove. Nero credo come l’impermeabile!”
“Beh, anche la morte si bagna!” Sibilò Peter quasi divertito.
“Credo di non aver altro da aggiungere e ho molto lavoro da fare. Arrivederci!” Concluse la donna chiudendo la porta.
“Non riesci proprio a tenerla chiusa la bocca, eh?”
“Andiamo Luca, stava dicendo un sacco di cazzate. Qualcuno è venuto a lasciare un busta sotto la porta di casa tua e guarda caso chi era? La morte vestita da uomo nero! Andiamo, non vorrai credere davvero a quella donna!”
“La signora Cerruti conosce le mie fidanzate meglio di mia madre. Potrebbe fare un resoconto completo delle entrate e le uscite mie da casa degli ultimi sei anni, nemmeno una badggiatrice sarebbe così precisa. Osserva ogni cosa, Peter, ogni giorno. Quindi si, le credo!”

1 commento:

Ila S. ha detto...

si dai dai!!! Continua mi incuriosisci parecchio!!!! Attendo trepidante il quarto capitolo
Ila