domenica 15 giugno 2008

senza età

E’ con fastidio che v’accolgo
e il cor mi si rattrista
con l’avanzar delle parole sciocche
che mi sputate addosso:
“Cresci, che il tempo non è fausto!
La fatalità ha un prezzo,
e troppi sono gli anni già trascorsi
perché tu possa risarcirla d’ogni sogno!”
Andate dunque!
E lasciate che sia il sole a coccolarmi,
che le stelle mi sorveglino
e che la mia faccia incontri l’erba
fresca, al mio risveglio.
Andate e lasciatemi ai miei sogni,
che non è tardi!
Che l’incanto non ha fine
ne con gli anni, ne con le parole;
poiché lo stesso tempo e le stesse ore
non hanno tempo, ne ore
se non quelli che gli regalate
chiamandoli per nome.
Non v’è alcun riguardo quindi,
per i miei pensieri? Che fate ancora qui?
Allontanatevi, vi dico,
giacché non ho speranza alcuna
di sincerarvi sull’indolenza mia
per il passar de’ giorni.
Se non per me, per il mio cuore,
Sparite ora!
Che senz’età son’ io
così com’è l’amore.

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