lunedì 9 giugno 2008

il passero ignaro

Leggero m’apparve ed ignaro
Il passero che s’appisolava
torcendosi tutto.
Sì caro avrebbe pagato quel che sognava.
Scivolò giù dal suo nido
le ali si ruppero
e non volo più.
Lontano mi parve
come dal largo il lido,
quasi fermo, sospeso lassù.
Nella mia gabbia
trovò asilo quel giorno,
‘sì come silente guardava
Il cielo, al quale non fare ritorno.
Scrollava le piume e sognava
sognava il suo nido lontano.
Cantando il suo pianto, esalava
Nell’aria, l’anelo suo vano.
Nel giorno d’azzurro dipinto,
fissava gli stormi migrare.
Mai, il suo piccolo cuore fu vinto.
Ma, restò lì: a sognare e sperare
a sperare e sognare…
Il passero ignaro
Bagnato d’amaro.

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